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Introduzione alla Causa di Canonizzazione

Cancelleria della Curia

l'introduzione della Causa di Canonizzazione della Serva di Dio Maria Raffaella De Giovanna, disponendo l'apertura del Processo super vita et virtutibus necnon super fama sanctitatis et signorum.
Ha nominato il Can. Mario Ostigoni, Giudice delegato; Mons. Vito Chiesa, Promotore di Giustizia; il Can Andrea Fasciolo, Notaio attuario; il Signor Corrado Corradino Notaio aggiunto; il Prof. Giovanni Battista Varnier e il Cav. Giovanni Battista Bosio, Periti storici.
Ha delegato Sua Eccellenza Mons. Luigi Ernesto Palletti perchè Lo rappresenti e agisca in Suo nome nella Seduta di apertura (Decreto Arcivescovile 16/07/2012)

Un giorno significativo per la Chiesa genovese, rappresentata da Mons. Luigi Panetti, alla firma di un documento che da il via ufficiale al processo canonico.

Vita santa di Madre Maria Raffaella De Giovanna

Presentato il "libello' per la causa di beatificazione della fondatrice delle Suore Minime

Maria De Giovanna nacque a Genova il 30 luglio 1870, figlia di Giuseppe Carlo De Giovanna e di Regina Giuseppa Antonia Bruschetti: come si è appreso da recenti documentate indagini, fu affidata, alla nascita, per motivi di necessità; che potranno essere approfonditi, alla "ruota degli esposti" presso l'Ospedale di Pammatone, che accoglieva i bambini abbandonati.

Fu battezzata il giorno successivonella Chiesa di Santa Caterina in Portoria con il nome di Nicoletta e le fu dato il cognome Nardo.

Fin dall'inizio, quindi, la sua vita era in qualche modo posta sotto la protezione della Serafina di Genova, che per tanti anni aveva esercitato la sua carità eroica proprio presso l'Ospedale di Pammatone.

Diciottenne, Maria, nell'antica Parrocchia dei Servi, iniziò la missione di insegnare Catechismo ai piccoli, attività che continuò per otto anni.

A questo prezioso servizio univa anche una squisita atten­zione e delicatezza nei con­fronti delle situazioni di povertà, per non dire di miseria, di cui veniva a conoscenza.

Questa vita di generoso servizio era sostenuta da una ardente preghiera: era proprio la Chiesa di Santa Caterina in Portoria, la Chiesa del suo Battesimo, che la vedeva assidua per ore nella preghiera dinanzi a Gesù Sacramento.
Un giorno le parve di ascoltare una voce che le diceva: "Perchè non manifesti al tuo confessore quello che da tanto tempo desideri?. Desidero che tu con la tua opera mi abbia a salvare tante anime, che tu mi faccia conoscere a tanti poveri peccatori".



Il 4 agosto 1896, con l'appro­vazione di Mons. Tommaso Reggio, Arcivescovo di Genova, approvazione che sarà poi confermata il 17 dicembre successivo, Maria De Giovanna e le sue compagne si costituirono in comunità: lo scopo era la spiegazione del Catechismo ai bambini e l'assistenza a domicilio degli infermi di ogni condizione, senza chiedere alcuna ricompensa per la loro opera.

Maria De Giovanna venne soccorsa dalla Divina Provvidenza tramite l'incontro con un straordinario religioso, Padre Raffaele Ricca, dei Minimi di San Francesco da Paola, che fu per oltre sessant'anni parroco di Santa Margherita di Marassi.
Fu lui ad adoperarsi affinchè nel gennaio 1901 la comunità potesse trovare alloggio a Villa Brusco, in via Marassi, a breve distanza dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita sotto la guida dell'Ordine dei Minimi di San Francesco da Paola. Alcuni mesi dopo, Padre Ricca riterrà che potesse iniziarsi il noviziato ed accettò la giovane Maria e le sue compagne quali Terziarie di San Francesco da Paola.

Morto Padre Ricca il 26 agosto 1908, la causa delle "Suore Terziarie Minime di San Francesco da Paola", fu presa a cuore da Padre Luigi Vincenzo Rossi, Correttore Generale dei Minimi, il quale espose il caso allo stesso Sommo Pontefice, all'epoca San Pio X. Questi, l'8 gennaio 1909 benevolmente concedeva il suo assenso affinchè dette Suore fossero ammesse sotto la Direzione dell'Ordine dei Minimi e si potesse procedere alla professione delle novizie ed alla vestizione delle postulanti.

Nello stesso anno le Suore Minime si dedicheranno con esemplare dedizione all'assistenza dei feriti e degli ammalati presso l'Ospedale Militare di San Benigno a Genova. Terminata la guerra, si avrà l'apertura di due case filiali, una in Diocesi di Albenga ed una ad Ancona.

Nonostante la malattia, fino all'ultimo Madre Maria Raffaella seguì le necessità dell'Istituto: nel 1932, ad esempio, verrà posta la prima pietra dell'attuale edificio destinato a Pensionato.

L'11 marzo 1933, avendo ricevuto tutti iconforti religiosi, Madre Maria Raffaella De Giovanna, santamente spirava.
Nella sua ultima malattia era visitata da San Luigi Orione, il quale fu tra i primi ad accorrere pochi istanti dopo il suo pio transito.
Appena la notizia della morte di Madre Maria Raffaella si diffuse, iniziò verso le sue Spoglie un incessante commosso pellegrinaggio di popolo, in particolare di poveri, ammalati, giovani che avevano appreso da lei le prime nozioni di Catechismo.
Anche i funerali furono seguiti da una folla imponente e composta, che manifestava la sua ammirazione e devozione nei confronti della Madre.

Ad una orima sepoltura presso il Cimitero di Staglieno, seguì nel 1957 la traslazione dei resti, sostanzialmente intatti, presso la Cappella della Casa Madre in Marassi, dove ancora sono custoditi con filiale devozione delle Suore.

La fama di santità della stessa, sia all'interno della Congregazione, sia all'interno della Congregazione, sia all'esterno, si è sempre più diffusa fino ad oggi, suggerendo l'avvio di questa causa.

Ai fedeli, ed in particolare ai giovani, spesso distratti dal materialismo e dall'edonismo, potrà così essere proposto un ulteriore, autentico modello di virtù cristiane e di piena maturità umana, conseguita nella gioiosa, totale donazione di sé, nel solco di quelle figure sante che, nei secoli, hanno onorato la Chiesa in Liguria.

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