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Ha detto...

Sorry, your browser doesn't support Java(tm). "A contatto immediato con la natura si medita più bene. Il creato con tutte le qualità di piante e fiori ci parla della bontà e della misericordia del nostro Sposo Gesù."

"Grazie di tutto o mio Signore. Ogni cosa è stata creata per nostro amore."

Andava ripetendo alla sue suore: "Facciamoci sante. La santità è una grazia, un dono di Dio e dobbiamo domandarla al Signore senza stancarci mai ".

"Mie care figlie, non rifiutiamo nulla al buon Dio.
Siate generose e ricordatevi che a Dio non dobbiamo mai dire di no ". ,

"Invocate. sovente la Madonna, specialmente quando Satana, il nostro nemico, vuol farci cadere in qualche mancanza anche leggera: dobbiamo pensare che è sempre un'offesa e una ingratitudine al nostro Sposo Divino ".

"Siate anime di preghiera: state. attente a non commettere anche la più piccola mancanza volontaria, perché è una offesa al Signore. Dobbiamo prima morire che peccare".

Andava ripetendo sovente: "Che grazia sarebbe per me avere delle anime che amassero tanto Gesù come la nostra Patrona santa Caterina da Genova. Come, sarei felice se qualcuna delle mie figliuole si facesse proprio santa. O Gesù, spero che col tempo mi concederai quello che tanto sospiro per amor tuo ".

"Siamo come e api industriose, lavoriamo per santificarci ". "Sopportiamoci a vicenda, ricordando che il Convento non è soltanto la Casa del Signore, ma può essere paragonato ad un Ospedale, dove tutti hanno bisogno di cure e tutti desiderano la sospirata guarigione ".

"Non dobbiamo scoraggiarci mai: se si cade in qualche mancanza, rialziamoci, incominciamo da capo. È questo un lavoro, che deve incominciare tutti i giorni e durare tutta la vita ".

" Non dobbiamo aver fretta: la santità costa violenza. Non è poca cosa vincersi continuamente e non mancheranno tante piccole battaglie ".

" Non perdiamo il nostro tempo. Diamo gloria a Dio ".
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"I santi erano di carne ed ossa come siamo noi, hanno avuto le loro prove, forse più dolorose delle nostre, eppure sono arrivati alla perfezione, soprattuto per mezzo dell'amore ".
" La nostra più grande penitenza è la vita comune ".

"Siamo le Suore Minime, accontentiamoci di quel poco che possiamo fare giorno per giorno. Accettiamo la nostra piccolezza e incapacità e Iddio farà il resto".

In una lettera ad una Superiora, così scrisse:"Coraggio, mia cara, le opere di Dio non hanno da essere basate sulla prudenza umana. Quando si è certi della bontà dell'ora e si è sicuri di seguire una voce divina, manifestataci dallo stesso Dio per mezzo dei Superiori, abbandoniamoci nelle braccia amorose della Provvidenza, la quale si mostrerà grande a misura della fiducia, che in Lei riporremo".

"Non bisogna mai aver paura di dare troppo, perché chi dà ai poveri, dà a Dio. Confidiamo in Dio, la Provvidenza ci penserà".

Così consigliava le sue suore: "Se qualche volta non potete fare la meditazione insieme alle Consorelle col vostro libro, non importa: meditate il Santo Rosano, contemplando i misteri. I Santi non avevano bisogno di tanti libri: bastavano loro il Crocifisso e la Corona".

Andava ripetendo: " Per me il Rosario è la meditazione che faccio di frequente e mi riesce tanto facile. Pensando per esempio al primo mistero gaudioso mi raffiguro di essere a Nazareth, considero la preghiera umile e fervorosa della Madonna, che supplica il buon Dio di mandare il Redentore del mondo. Vedo il messaggero divino, che s'inchina davanti a Lei e la saluta: "Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù".

Stralciamo sempre dalle Memorie: "Voleva che, insieme alla SS. Vergine si pregasse e si adorasse la SS. Trinità e dopo la Visita al SS. Sacramento si ripetesse per tre volte la giaculatoria: "Tibi laus, Tibi gloria, Tibi triumphus, o beata Trinitas".

" Pregando la Madonna La invocava così: "Tu sei, o Vergine la Figlia eccelsa dell'eterno Padre, la Madre del Verbo Incarnato, la Sposa dello Spirito Santo".

"Abbiamo in cielo un Padre, che ci ha creati per Lui e ci attende per incoronarci, se saremo stati fedeli, se l'avremo servito su questa su questa terra".

Continuano le memorie:"Ci parlava spesso del Paradiso":"Quando saremo in cielo, non soffriremo più, godremo sempre, saremo felici per sempre, per tutta l'eternità".

"Finché posso trascinarmi faccio di tutto per andare a sentire la Santa Messa e fare la Santa Comunione. Ecco dove io trovo la forza per soffrire pazienza".

"Ringrazio di cuore, Iddio, perché nel darmi delle pene da soffrire per amor suo, nel tempo stesso Egli si dona a me nel suo Sacramento ". " Con Lui il soffrire è godere, le croci sono leggere ". " Amiamo tanto Gesù, procuriamo di riceverLo nel nostro cuore. Tutti i Santi trovavano conforto e aiuto nella SS. Eucaristia ". " Beate noi, ripeteva sovente, che possiamo godere della Sua Presenza e cibarci delle Sue Carni Immacolate ". " Quando il tempo lo permette cerchiamo di fare qualche visita a Gesù Sacramentato, che sempre se ne sta con noi e che per nostro amore volle essere nella nostra Cappella, proprio in casa nostra ".

Quante volte disse alla sue Figlie: "Preghiamo per il Papa, per la Chiesa, per i sacerdoti. Con l'aiuto della Madonna aiutiamoli con le nostre preghiere e con i nostri piccoli sacrifici quotidiani".

"Siate fedeli allo Sposo Celeste: grazia più grande Iddio non poteva farvi. Amate Gesù e ricordatevi che grande è la vostra missione".

"Noi siamo le Minime, accontentiamoci del poco che possiamo fare: osserviamo bene le Regole e ricordiamoci che la vita comune è una continua penitenza ".

Tutte le nostre pene sono tutti doni del Signore ".

"Figliuole, quando il buon Dio ci manda la sofferenza, non ci dispiaccia, Egli ha sofferto tanto per noi: pensiamo che il dolore ci purifica l'anima e con le nostre pene possiamo ottenere grazie per la conversione di qualche povero agonizzante, salvare le anime del Purgatorio e fare del bene per il trionfo della Santa Madre Chiesa. Dobbiamo soffrire per il Santo
Padre, il Papa".

Ringrazio di cuore il Signore delle pene perché il soffrire per amor Suo è godere e le croci sono leggere ".
" Soffro volentieri per il bene della mia comunità, per la conversione dei poveri peccatori ",

"Per la mia salute non ho mai pregato, ma domando la pazienza al buon Dio, affinché mi dia forza e coraggio per sopportare con gioia la mia malattia ".

"Benché la mia vita sia una sofferenza continua, mi sento più felice che se fossi la regina del mondo, quando penso che il buon Dio si è servito di una povera peccatrice, sua serva, per dare alla Chiesa un nuovo Istituto di anime generose che volentieri si sacrificano per amor del Signore a servizio dei poveri infermi".

Ho sofferto molto e malgrado tutto questo, mi sento felice, perché quando si soffre per amor del Signore, dolce è il patire... il vero amore si conosce nelle prove, che più costano sacrificio".

"Mamma, vieni Tu in mio soccorso. Ti sei sempre mostrata Madre in tutte le mie pene, aiutami ora che ho più bisogno di Te. Vergine Addolorata prega per me e dammi la forza di soffrire per il Tuo Divin Figlio Gesù"; si rivolgeva al Santo Patriarca, Custode della S. Famiglia. "Caro S. Giuseppe, fate che io sia nel numero delle vostre anime predilette".

La venerata Fondatrice dal suo letto di sofferenze da tutto prendeva occasione per rinnovare in privato ed in pubblico quelle che erano state le sue direttive ed i suoi insegnamenti: "lo ho fatto per voi e per la Comunità tutto quello che ho potuto, io così povera di virtù e così debole di salute come sono. Sta a voi ora di continuare. Se avrete buona volontà, Gesù non tralascerà mai di aiutarvi".

"Non dimentichiamo le nostre sorelle defunte: quando erano in vita hanno tutte lavorato per il bene della nostra comunità. Non si deve essere ingrate verso queste povere anime".

Voleva nell'Istituto una preghiera di suffragio per i parenti, per i sacerdoti, per i benefattori. Ci hanno aiutato durante la loro esistenza terrena, dobbiamo tutti ricordarli all'altare di Dio".

Ricaviamo dalle Memorie: "Mie figlie, desidero d'ora in avanti che quando il buon Dio si prende qualche mia suora, tutto quello che la nostra consorella consumava in cibo e in nutrimento per un mese intero, sia dato ad una famiglia povera. Questa elemosina data per amore del Signore sarà quella, che aprirà più presto a questa nostra consorella le porte del santo Paradiso".

Disse dal letto della sua agonia: "Io me ne vado: in queste regole vi lascio il mio spirito; voi continuate l'opera che io ho cominciato, amatevi come io vi ho amato, abbiate una grande confidenza in Dio, obbedite ai vostri superiori, abbiate una sconfinata carità verso i poveri".

"Siate generose coi poveri, perché in essi stà nascosto Gesù. Non dimenticate mai che chi dà al povero, dà a Dio, ciò che si fa al bisognoso, si fa a Dio. I poveri sono i beniamini di Gesù".

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