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Intitolazione strada

La Superiora Generale e le Suore Minime di San Francesco di Paola sono liete di invitare la S.V.

Martedì 14 giugno 2011 ore 12,00
alla cerimonia di INTITOLAZIONE deliberata dal Comune di Genova

della scalinata e del passo tra Via Casata Centuriona e Via Marassi alla Fondatrice MADRE RAFFAELLA DE GIOVANNA

Dopo la cerimonio la Comunità Religiosa sarà lieta di incontrare gli intervenuti alla Casa Madre



Questa dedica non sia solo un atto di memoria storica, ma un atto per il presente perchè "il Vangelo è sorgente e garanzia dell'umano, quell'umano che il nostro tempo in Occidente, si va dimenticando, al di là delle parole e degli enunciati".
Così il Cadinale Angelo Bagnasco, in occasione della cerimonia di intitolazione di "Passo Madre Maria Raffaella De Giovanna - Fondatrice della suore Minime di San Francesco da Paola, 1870-1933". ubicato tra Via Casata Centuriona e Via Marassi, nell'omonimo quartiere di Genova.

Tratteggiando la figura di Madre Raffaella, per la quale è stata avviata la causa di beatificazione, e ricordando il suo impegno verso i poveri infermi e l'apostolato con i bambini, il cardinale ha sostenuto che "vivere il Vangelo con entusiasmo, con passione, con coerenza ed entusiasmo è sorgente di opere buone e di una società migliore".
"I Santi e coloro che si incamminano verso la via della santità - ha detto ancore il porporato - testimoniano infatti il legame tra la fede e una società più umana e giusta".

Per questo, "vivere con coerenza il Vangelo e l'amore di Gesù e alla chiesa è sorgente di gioia di felicità, crea una società più libera e più giusta e quindi più umana".
"Madre Maria Raffaella De Giovanna - ha detto ancora Bagnasco - è uno dei tantissimi esempi secondo cui il Vangelo, quando è accolto e vissuto con coerenza e fede, diventa sorgente di una società nuova, di una umanità nuova, dienta sorgente di una società diversa, più umana, più vera, dove il prendersi cura gli uni degli altri diventa la regola, prima di tutte le altre regole scritte, diventa principio di ogni corpo di diritto, di ogni corpo giuridico, di ogni legge, diventa legge di ogni legge.



A volte, forse, siamo tentati dal dubbio e dall'interrogativo - ha aggiunto il cardinale Bagnasco - se veramente vivere con coerenza il Vangelo, l'amore a Gesù e alla Chiesa sia sorgente di gioia, di felicità, arricchisca lo slancio vitale di ciascuno di noi, e crei una società più libera, più giusta e quindi più umana.
I Santi, e coloro che si incamminano verso questa via della santità come tanti, tantissimi altri che non avranno mai l'onore degli altari, testimoniano che il legame tra la fede e l'uomo, tra il Vangelo e una società più libera, umana e giusta è un leame inscindibile, quando il Vangelo è vissuto con coerenza e fede".

Il porporato ha quindi ricordato che "Madre Raffaella soccorreva i corpi per salvare le anime".
"Oggi - ha affermato - il salvare le anime è un po' dimenticato, perchè viviamo e respiriamo tutti un'aria piuttosto materialista, che fa pensare ai corpi come l'unica cosa che conta e al benessere materiale come l0ì'unica meta.
Tutto quanto è bene, il Vangelo non esclude nulla e i Santi hanno curato i corpi, sono venuti e vengono incontro concretamente alle esigenze di ordine materiale, non solo con l'elemosina, che è necessaria, ma anche con il desiderio di risolvere le questioni di disagio, cercando di trovare lavoro, di risolvere il disagio, di affrontare le tematiche dei rapporti.
Questo è molto importante - ha sottolineato l'arcivescovo di Genova - perchè, a volte, si vuole ridurre il significato del Cristianesimo, della carità evangelica e dell'elemosina" a qualcosa che "deresponsabilizza e non cerca di risolvere i problemi a lla radice.
Questo non è vero storicamente. Io spero e mi auguro ha proseguito come è nell'intenzione di tutti, che questa dedicazione, nella sua semplicità ma nella sua concretezza apprezzabilissima, non sia solo un atto di compiacenza verso le nostre carissime Suore o un atto di memoria storica ma sia un messaggio per il presente".



Alla cerimonio sono intervenuti Paolo Veardo, assessore ai Servizi demografici del del Comune di Genova che ha sottolineato l'importanza di "ricordare le persone che, in modo magari non eclatante ma silenzioso e profondo, fanno parte della nostra città" l'assessore alla Cultura e servizi alla persona del Municipio Bassa Valbisagno, Laura Miserocchi, il postulatore della causa di beatificazione di MAdre Raffaella, Emilio Artiglieri, che ha tracciato un profilo biografico della fondatrice delle suore Minime e l'attuale superiore delle suore.

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