La madre fondatrice Le suore minime

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Lungo il corso degli anni

17 Novembre 1902

Inizia questo cammino. La piccola Comunità risiede nell'antica Villa Brusco, in Via Marassi, a pochi metri dalla Chiesa Parrocchiale; da questo momento dalla piccola Cappella un coro di lode si eleverà al Signore mentre il grande portone si aprirà ad ogni bisogno e le ìMinimeì saranni sempre pronte al servizio.
Gli abitanti del quartiere ameranno le loro Suore e, spesso, le soccorreranno nelle loro necessità in meniera quasi prodigiosa.
Molte volte la Provvidenza busserà al portone, sotto l'aspetto di un ricco signore o di un domestico, recante offerte o doni in natura, dopo che la Madre, avendo dato gli ultimi spiccioli in elemosina, avrà invitato le Suore a recarsi in Cappella per tenere un pò di compagnia a Gesù.

  

1° dicembre 1927

Devotissima di S. Francesco di Paola, volendo seguirne più da vicino le virtù, una pia e nobile Signorina genovese, voleva consacrarsi a Dio totalmente, scegliendo la vita regolare del Terz'Ordine dei Minimi, Con altre virtuose compagne esponeva la propria idea al venerando e sempre ricordato parroco di Marassi, il P. Raffaele Ricca di s.m. Egli, dopo muturo esame, constatata la serietà dei propositi delle postulanti, previa autorizzazione di S.E. Mons. Tomaso dei Marchesi Reggio, Arcivescovo dl Genova, esaudiva il 15 novembre 1902 i voti delle novelle Spose di G. Cristo, imponendo loro il S. Velo della Religione; così ebbe inizio la Congregazione religiosa delle Suore Terziarie Minime Infermiere di S. Francesco da Paola.
Scopo principale di questo Istituto è quello di assistere gli infermi a domicilio, portando ad essi col conforto fisico quello morale della fede. Non saranno mancati e non mancheranno coloro che giudicheranno inutile tale istituzione, essendovene altre consimili, ma chi conosce le moltissime piaghe dell'umanità sofferente non può che benedire il Signore di aver suscitato nella sua chiesa anche questi novelli Angeli di carità e di sacrificio.
I venticinque anni di apostolato delle Suore Minime Infermiere palesano chiaramente che tutt'altro che inutile fu la loro Istituzione. Spinte dall'esempio e dalla carità del loro Padre e Taumaturgo S. Francesco, queste Suore hanno prodigato tesori grandi di fede, di sacrificio
e d'abnegazione fra il popolo, agli infermi, per lo più poveri, della popolosa parrocchia di Marassi, della città e dei paesi. Non furono inferiori nello zelo alle Suore d'altri Istituti e ben volentieri, con entusiasmo hanno ascoltato la voce dolorante della Patria, che le chiamava
all'assistenza, negli ospedali militari, dei soldati feriti od ammalati, che tornavano dal campo dell'onore rendendosi così benemerite della chiesa e della Patria.
Questo solo basterebbe per aver diritto alla nostra gratitudine, ma consapevoli le Suore Minime, che la carità di Cristo non conosce confini, non sarà meraviglia se le vediamo trovare ancora tempo utile per occuparsi negli asili d'infanzia, nei laboratori diurni e serali per le figlie
del popolo: per aiutare i Parroci nell'istruzione catechistica delle bambine e di portare il loro efficace contributo all'azione cattolica della gioventù femminile della parrocchia!
Tale feconda operosità prova la vitalità morale sempre crescente del giovane pio Istituto e dà diritto alle più belle speranze per l'avvenire. é sentito l'augurio che il numero delle Suore Minime, si aumenti, poiché molte di esse nel passato passarono ai gaudi celesti, più per
malanni contratti dagli stessi infermi, o perché estenuate, affrante dalle diuturne vigilie insonni e faticose; così più facilmente potranno soddisfare alle moltiplicate richieste dei bisognosi ed appagare pure i desideri di Ecc.mi Vescovi di averle per le loro popolazioni, conoscendo il bene che operano in altre Diocesi. Era giusto manifestare in questa fausta circostanza la silente e santa opera della Minime di Marassi, perché è opera che dà
gloria a Dio. La benedizione di Dio, del Vicario di G. Cristo, il Sommo Pontefice Pio XI, di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Arcivescovo nostro, che onorò di presenza l'Istituto; quella del R.mo Parroco Generale dei Minimi; la presenza dei figli di S. Francesco di Paola tornerà di conforto alle buone Suore nel loro sacrificio quotidiano, più che lodi umane, e la gratitudine viva di moltissimi beneficati. Vivete pure, o spose Minime di Cristo, nello spirito di umiltà e carità del vostro santo taumaturgo, poiché un giorno sarete grandi nella gloria dei Santi.

UN BENEFICATO
  

11 marzo 1933

  
La Madre Raffaella lascia questa terra: la morte non la colse impreparata, perché ogni mattina soleva comunicarsi conedificante pietà, le sue ultime giornate furono una preghiera continua, un mormorare continuamente giaculatorie. Poteva ripetere con l'apostolo S. Paolo:"Ho combattuto il buon combattimento, ho mantemuto fedeltà a Gesù Cristo, sono giunto al termine della corsa. Non mi resta altro che ricevere la corona di giustizia"(II a Tim IV, 6-7).
Un pasrticolare degno di nota: la nuova costruzione del Pensionato, che le era costato tanti sacrifici e tante lacrime già si delineava nella sua mole imponente. Mentre gli operai, ignari di quanto stava accadendo, facevano garrire al vento le bandiere del pavese sull'opera terminata, la buona Madre in quello stesso momento spirava nel bacio del Signore.
Fu un vero plebiscito di cuori, un incessante e commosso fratello di Suor M. Liduina, e legato e legato da vincoli di devozione alla Madre defunta e all'Istituto, il quale fece trasformare in camera ardente il salotto al primo piano.
Fu un vero plebiscito di cuori, un incessante e commosso pellegrinaggio di popolo attorno alla Salma.
Erano gli ammalati, un giorno assistiti dalla Madre, i poveri, che avevano avuto da lei il soccorso e l'aiuto, erano i giovani e le fanciulle, che avevano appreso da lei le prime nozioni del catechismo. Tutti volevano vederla ancora una volta, imprimere su quella fronte immacolata un ultimo bacio, avvicinavano alla cara Salma la loro Corona del Santo Rosario per conservarlo come prezioso ricordo.
I funerali si svolsero modestamente, ma con grande partecipazione di popolo nella chiesa parrocchiale di Marassi il giorno 13 marzo, indi la venerata Salva fu tumulata nel monumentale cimitero di Staglieno.
Il corteo fu imponente e oltre che alle Suore, alle Novizie e alle pensionanti, vi parteciparono una gran folla di ammiratori della Madre, ma sopratutto i poveri da lei benificati. Erano i veri tesori della Chiesa, che volevano rendere alla loro benefattrice il loro omaggio di riconoscenza e di affetto.
Erano ancora presenti i fratini di S. Francesco da Paola, quelli del Monte, padre Alfonso, don Orione, i parroci di Marassi, di Santa Fede, di S. Bernardino, del Borgo, del Lagaccio, il Delegato Moniale mons. Cesare Carrozzino, tutti i componenti l'Azione Cattolica parrocchiale e personalità illustri del patriziato genovese, come i marchesi Giustiniani, Lambadoria, Montebruno e il prof. Tedeschi.
La stampe si unì all'immenso cordoglio delle Suore Minime: ne riportiamo alcuni stralci.
La Settimana Religiosa, del mese di aprile 1933:
"Infiammata dall'amore di Dio, vestì giovanissima l'abito di Terziaria regolare di S. Francesco da Paola e tutta presa dall'idea di maggiormente esplicare l'opera sua di carità a favore del prossimo, fondò le Terziarie Minime Infermiere... il popolo genovese ben la conosce, perché si abbia a ricordare da queste colonne la loro diuturna opera benefica a prò degli ammalati poveri. Sono esse lo specchio fedele della loro lacrimata Madre Generale, amabile e dolce, sempre spasimante nel cuore per le miserie e per i dolori altrui, tento de tenersi informata ogni giorno minuziosamente dell'ammalato vegliato e da soccorerlo, se del caso, anche del necessario...".
Dal periodico mensile "S. Francesco da Paola", maggio 1933:
"La sua vita in questo decennio non fu che un continuo martirio. Solamente la fede, lo spirito di sacrificio hanno potuto essere un balsamo ai dolori crudeli, che tormentavano il suo corpo. ...Con essa scompare un'altra bella figura di Religiosa genovese, tutta consacrata all'apostolato della carità, specialmente verso gli infermi.
Noi chiniamo il capo, adorando i disegni di Dio, ammirando le opere della della Sua Provvidenza. Gli uomini passano sulla terra, ma se le loro opere furono di carità e di bene, continueranno a vivere nel ricordo dei benificati, nell'animo grato dei superstiti, che tramanderanno alla storia il loro nome venerato"
Dal Bollettino "Charitas", del Terzo Ordine dei Minimi di S. Francesco da Paola, marzo-aprile 1933:
"Giovanetta ebbe la sua divina Vocazione, generosa rinuncia a quello che il mondo avrebbe detto un brillante avvenire: si votò quindi a Dio nella vita religiosa per la propria santificazione e per il bene temporale e spirituale degli umili.
Innamorata dell'ideale di carità del serafico Padre Francesco da Paola, ella meditò la fondazione di un istituto che si consacrasse per l'amor di Dio ai poveri e agli infermi...
La fondazione dell'Istituto avvenne nel 1902 ai 15 di novembre... Eredi dello Spirito della Madre le Figlie lavoravano negli ospedali, negli asili, nei laboratori, assistono i malati, diffondendo ovunque i tesori della carità del Santo Patriarca.
La Madre, certo, assisterà dal cielo le orfane figliuole straziate, ma non smarrite, perché la sua parola scritta e più i suoi esempi sono impressi nel loro cuore indelebilmente".
La salma , che alla ricognizione risultò intatta, riposa nella raccolta Cappella della Casa Madre, quella Cappella che lei non poté vedere ultimata ma che, certamente, nelle sue lunghe giornate di malattie, avrà immaginato bella ed accogliente.
Il primo gesto che le Suore compiono, dopo avere vestito l'abito religioso o emesso i voti, è quello di andare a "salutare la Madre", gesto che significa la consapevolezza di una presenza discreta ed insieme corroborante, quale è quella di una madre accanto alle figlie.
Dalla sua tomba semplice e dignitosa, la Madre parla ancora al cuore della gente un linguaggio di fede e di amore, parla attraverso le sue opere che manifestano una sensibilità lungimirante, parla attraverso le sue figlie che, umili e silenziose, ne seguono le orme con le antenne ben tese per captare le nuove esigenze del mondo contemporaneo.
Nella nostra opulenta società post-industriale, dove l'uomo è sempre più solo è più povero, dentro, perché poco amato, Madre Raffaella lancia ancora il suo messaggio, la sua sfida: rimboccarsi le maniche e mettersi al servizio dell'uomo scorgendo in ogni volto un tratto dei lineamenti di Cristo...



In questa tomba, idealmente sono presenti tutte le Consorelle che, nel corso degli anni, hanno speso la loro vita al servizio di Dio nella Congregazione. A tutte il nostro commosso e grato ricordo.


Dal 20 agosto 1934 al 17 novembre 2002

20 agosto 1934 - Le costituzioni vengono definitivamente approvate
Anno 1942 e seguenti - Gli anni difficili della guerra e del dopo guerra vedono le Suore Minime impegnate nei vari settori per assistere i soldati feriti nei campi di battaglia e per soccorrere alle varie necessità venutesi a creare in seguito al conflitto.
16 novembre 1952 - Si celebra il Cinquantenario di Fondazione, presente Sua Ecc. Mons. Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova.
17 agosto 1955 - Il Cardinale Arcivescovo emana un decreto col quale riconosce la Congregazione come "Fondazione di Religione", In seguito si ottiene il formale riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica.
27 maggio 1957 - Le spoglie mortali di Suor M. Raffaella De Giovanna (Fondatrice), sono traslate nella Cappella della Casa Generalizia in Via Marassi, 2.
30 gennaio 1967 - Nella Cappella restaurata viene consacrato il nuovo altare.
Aprile 1975 - Vengono approvate e promulgate le Nuove Costituzioni.
14 novembre 1977 - Viene celebrato il 75° di Fondazione con la partecipazione del Cardinale Arcivescovo Giuseppe Siri.
20 ottobre 1991 - Il Cardinale Giovanni Canestri, in visita pastorale incontra nella Cappella gli anziani del Vicariato.
11 novembre 1992 - Con una solenne Concelebrazione presieduta da Sua Em. il Card. Giovanni Canestri, Arcivescovo di Genova, si ricorda il 90° di fondazione.
7 dicembre 1995 - Le prime due Suore Colombiane vestono l'abito delle Suore Minime di S. Francesco da Paola.
23 aprile 1998 - Il Cardinale Dionigi Tettamanzi, nel corso della visita pastorale, incontra tutte le nostre ospiti e gli anziani del Vicariato.
17 novembre 2002 - Si celebra solennemente il Centenario di Fondazione.
  

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