"Il creato con tutte le qualità di piante e fiori ci parla della bontà e della misericordia del nostro Sposo Gesù."
"Grazie di tutto o mio Signore. Ogni cosa è stata creata per nostro amore."
Andava ripetendo alla sue suore: "Facciamoci sante. La santità è una grazia, un dono di Dio e dobbiamo domandarla al Signore senza stancarci mai ".
"Mie care figlie, non rifiutiamo nulla al buon Dio.
Siate generose e ricordatevi che a Dio non dobbiamo mai dire di no ". ,
"Invocate. sovente la Madonna, specialmente quando Satana, il nostro nemico, vuol farci cadere in qualche mancanza anche leggera: dobbiamo pensare che è sempre un'offesa e una ingratitudine al nostro Sposo Divino ".
"Siate anime di preghiera: state. attente a non commettere anche la più piccola mancanza volontaria, perché è una offesa al Signore. Dobbiamo prima morire che peccare".
"Siamo come e api industriose, lavoriamo per santificarci ". "Sopportiamoci a vicenda, ricordando che il Convento non è soltanto la Casa del Signore, ma può essere paragonato ad un Ospedale, dove tutti hanno bisogno di cure e tutti desiderano la sospirata guarigione ".
"Non dobbiamo scoraggiarci mai: se si cade in qualche mancanza, rialziamoci, incominciamo da capo. È questo un lavoro, che deve incominciare tutti i giorni e durare tutta la vita ".
"Non dobbiamo aver fretta: la santità costa violenza. Non è poca cosa vincersi continuamente e non mancheranno tante piccole battaglie ".
"Non perdiamo il nostro tempo. Diamo gloria a Dio".
"I santi erano di carne ed ossa come siamo noi, hanno avuto le loro prove, forse più dolorose delle nostre, eppure sono arrivati alla perfezione, soprattuto per mezzo dell'amore ".
"La nostra più grande penitenza è la vita comune".
"Siamo le Suore Minime, accontentiamoci di quel poco che possiamo fare giorno per giorno. Accettiamo la nostra piccolezza e incapacità e Iddio farà il resto".
In una lettera ad una Superiora, così scrisse: "Coraggio, mia cara, le opere di Dio non hanno da essere basate sulla prudenza umana. Quando si è certi della bontà dell'ora e si è sicuri di seguire una voce divina, manifestataci dallo stesso Dio per mezzo dei Superiori, abbandoniamoci nelle braccia amorose della Provvidenza, la quale si mostrerà grande a misura della fiducia, che in Lei riporremo".
"Non bisogna mai aver paura di dare troppo, perché chi dà ai poveri, dà a Dio. Confidiamo in Dio, la Provvidenza ci penserà".
"Pregando la Madonna La invocava così: "Tu sei, o Vergine la Figlia eccelsa dell'eterno Padre, la Madre del Verbo Incarnato, la Sposa dello Spirito Santo".
"Abbiamo in cielo un Padre, che ci ha creati per Lui e ci attende per incoronarci, se saremo stati fedeli, se l'avremo servito su questa su questa terra".
Continuano le memorie:"Ci parlava spesso del Paradiso":"Quando saremo in cielo, non soffriremo più, godremo sempre, saremo felici per sempre, per tutta l'eternità".
Quante volte disse alla sue Figlie: "Preghiamo per il Papa, per la Chiesa, per i sacerdoti. Con l'aiuto della Madonna aiutiamoli con le nostre preghiere e con i nostri piccoli sacrifici quotidiani".
"Siate fedeli allo Sposo Celeste: grazia più grande Iddio non poteva farvi. Amate Gesù e ricordatevi che grande è la vostra missione".
"Noi siamo le Minime, accontentiamoci del poco che possiamo fare: osserviamo bene le Regole e ricordiamoci che la vita comune è una continua penitenza".
"Tutte le nostre pene sono tutti doni del Signore".
"Figliuole, quando il buon Dio ci manda la sofferenza, non ci dispiaccia, Egli ha sofferto tanto per noi: pensiamo che il dolore ci purifica l'anima e con le nostre pene possiamo ottenere grazie per la conversione di qualche povero agonizzante, salvare le anime del Purgatorio e fare del bene per il trionfo della Santa Madre Chiesa. Dobbiamo soffrire per il Santo Padre, il Papa".
"Ringrazio di cuore il Signore delle pene perché il soffrire per amor Suo è godere e le croci sono leggere".
"Soffro volentieri per il bene della mia comunità, per la conversione dei poveri peccatori",
"Per la mia salute non ho mai pregato, ma domando la pazienza al buon Dio, affinché mi dia forza e coraggio per sopportare con gioia la mia malattia".
"Benché la mia vita sia una sofferenza continua, mi sento più felice che se fossi la regina del mondo, quando penso che il buon Dio si è servito di una povera peccatrice, sua serva, per dare alla Chiesa un nuovo Istituto di anime generose che volentieri si sacrificano per amor del Signore a servizio dei poveri infermi".
Ho sofferto molto e malgrado tutto questo, mi sento felice, perché quando si soffre per amor del Signore, dolce è il patire... il vero amore si conosce nelle prove, che più costano sacrificio".
"Mamma, vieni Tu in mio soccorso. Ti sei sempre mostrata Madre in tutte le mie pene, aiutami ora che ho più bisogno di Te. Vergine Addolorata prega per me e dammi la forza di soffrire per il Tuo Divin Figlio Gesù"; si rivolgeva al Santo Patriarca, Custode della S. Famiglia. "Caro S. Giuseppe, fate che io sia nel numero delle vostre anime predilette".
La venerata Fondatrice dal suo letto di sofferenze da tutto prendeva occasione per rinnovare in privato ed in pubblico quelle che erano state le sue direttive ed i suoi insegnamenti: "lo ho fatto per voi e per la Comunità tutto quello che ho potuto, io così povera di virtù e così debole di salute come sono. Sta a voi ora di continuare. Se avrete buona volontà, Gesù non tralascerà mai di aiutarvi".
"Non dimentichiamo le nostre sorelle defunte: quando erano in vita hanno tutte lavorato per il bene della nostra comunità. Non si deve essere ingrate verso queste povere anime".
Voleva nell'Istituto una preghiera di suffragio per i parenti, per i sacerdoti, per i benefattori. "Ci hanno aiutato durante la loro esistenza terrena, dobbiamo tutti ricordarli all'altare di Dio".
Disse dal letto della sua agonia: "Io me ne vado: in queste regole vi lascio il mio spirito; voi continuate l'opera che io ho cominciato, amatevi come io vi ho amato, abbiate una grande confidenza in Dio, obbedite ai vostri superiori, abbiate una sconfinata carità verso i poveri".
"Siate generose coi poveri, perché in essi stà nascosto Gesù. Non dimenticate mai che chi dà al povero, dà a Dio, ciò che si fa al bisognoso, si fa a Dio. I poveri sono i beniamini di Gesù".