Madre Fondatrice - Madre Raffaella

Abbiamo sempre ritenuto che la Serva di Dio Madre M. Raffaella De Giovanna, nostra Fondatrice, fosse una predestinata, chiamata da Nostro Signore ad una vita di ascesi e di Carità; questo dimostrava tutta la sua vita.
In modo del tutto inaspettato, il nostro intimo sentire ha trovato decisa conferma negli esiti di accurate ricerche storiche e documentali eseguite nei primi anni Duemila, in vista della Causa di Canonizzazione.
Nostro Signore ha infatti voluto, questo si è accertato, che Madre Raffaella condividesse sin dalla nascita lo stato, l’esistenza stessa, di coloro che saranno i suoi prediletti: i poveri, i malati, gli abbandonati, gli Ultimi.
Sono gli atti a parlare: Madre Raffaella è stata affidata, il giorno stesso della nascita, alla Ruota degli Esposti dell’ospedale genovese di Pammatone.


Ospedale Pammatone (ora al suo posto è il Palazzo di Giustizia di Genova)

Nostro Signore, che ebbe come giaciglio la povertà di una mangiatoia, ha anche voluto che Madre Raffaella avesse come primo giaciglio il povero legno della Ruota.


Ruota degli Esposti

Madre Raffaella nasce il 30 luglio 1870 e nella sera dello stesso giorno viene affidata, come già detto, alla Ruota degli Esposti. Non è ci è dato conoscere il perché di una simile decisione.
Si sono ipotizzati motivi economici e giuridici, ma in merito valgono le parole di uno dei periti storici della Causa di Canonizzazione: “…a noi è chiesto di documentare la testimonianza di vita cristiana di Madre Raffaella, non di indagare sullo straziante dolore di una madre che deve affidare la sua creatura alla Ruota.”.


Borsina Ruota degli Esposti (in borsine come questa gli addetti alla Ruota riponevano quanto utile ad un futuro riconoscimento dei neonati)

Affidata, si è detto, non abbandonata, visto che dopo sei anni sarà ripresa in famiglia, ove vivrà, amata e accudita dai suoi genitori, Giuseppe De Giovanna e Regina Antonia Bruschetti, insieme alla più giovane sorella Anna.
Crescerà e diventerà catechista la giovane Maria De Giovanna e nel contempo curerà, assisterà bambini e famiglie, prendendo così piena coscienza di quanta sia la sofferenza, di quanto grande sia il bisogno dei poveri, degli ammalati, degli esclusi da una società già allora troppo protesa verso l’affermazione personale.


Maria De Giovanna giovinetta

Si interrogava la giovane Maria su quanto Nostro Signore voleva da lei e sarà nella chiesa di Santa Caterina Fieschi Adorno, la Serafina di Genova, in quella stessa chiesa così vicina alla Ruota degli Esposti dove era stata battezzata, che Maria De Giovanna avvertirà un chiaro invito a fondare una Comunità religiosa che abbia come scopo il soccorso, la Carità verso i poveri e i malati.


Santa Caterina Fieschi Adorno e interno Santuario di Santa Caterina Fieschi Adorno

Ben presto attorno a quella giovane donna si raccolgono altre giovani che ne condividono le aspirazioni e le speranze e così con il consenso dell’Arcivescovo di Genova, il Beato Tommaso Reggio, nasce una prima Comunità.


Beato Tommaso Reggio, Arcivescovo di Genova

Sono tante però le vicissitudini e le prove che dovranno affrontare quelle giovani e solo il 14 novembre 1901, grazie ad un venerando Sacerdote, Padre Raffaele Ricca dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, Maria De Giovanna, che prenderà in religione il nome di Raffaella, potrà vedere la sua Comunità aggregata all’Ordine del Santo Paolano: era nata la Congregazione delle Suore Terziarie Minime di San Francesco di Paola.


Padre Raffaele Ricca - Provinciale OM e Parroco di Santa Margherita di Marassi

Occorre dire che dopo la fondazione risulteranno necessari altri atti di formale riconoscimento, eminente tra questi il breve apostolico datato 9 gennaio 1909 di Papa San Pio X, sovrano atto di riconoscimento e approvazione della Congregazione.


Papa San Pio X

Passeranno pochi anni e verrà la prima guerra mondiale e le Suore Minime saranno negli ospedali a curare ed assistere. Dopo la guerra sarà un fiorire di Case filiali mentre Madre Raffaella, benché malata e sempre più sofferente, continuerà a dirigere con mano ferma, ma materna, la Congregazione da lei fondata.
Si giunge così all’undici marzo 1933, quando, attorniata dalle sue Figlie e con il Crocifisso tra le mani, Madre Maria Raffaella De Giovanna, affida il suo spirito all’Amato, allo Sposo, mentre “Don Orione entrava dopo qualche istante, dando una benedizione si inginocchiò, rimase in preghiera e, rivoltosi verso le Suore, disse: “Oggi un bel posto in Paradiso.” (dalla Memoria Suor M. Carmela Grassi).


San Luigi Orione

Anche nel concludere la sua vita terrena Madre Raffaella renderà testimonianza allo Sposo, richiamando la nudità della Croce, visto che le Suore sue figlie faticheranno non poco a vestirla convenientemente sul letto di morte perché tutto, anche la biancheria, aveva donato a chi ne aveva bisogno (“…verso i poveri era molto caritatevole, regalava sempre tutto, anche la biancheria, tanto che quando è morta, una le dovette prestare il cordone, un’altra il velo ed una terza la federa per il cuscino da mettere nella cassa, perché di suo non aveva più niente.” (dalla Memoria di Suor M. Matilde Falcetelli).

Il Corpo incorrotto di Madre Raffaella riposa nella Cappella della nostra Casa Madre vicino ad una bella effige della Madonna del Miracolo


Statua della Madonna del Miracolo posta in prossimità della Tomba e Tomba delle Serva di Dio

Gentile Lettore se sei giunto fin qui - e quindi ora conosci quella che è stata la vita di Carità e Amore della nostra Fondatrice - vieni, almeno con il cuore, nella nostra Cappella e, pregando davanti alla Madonna del Miracolo, potrai far tue le parole con le quali Suor M. Carmela Grassi ricorda la nostra Fondatrice: “prendendomi per mano attraversammo il salone, mi parlò del Paradiso e a me sembrò che Ella in quel momento me ne indicasse la via…”.


Serva di Dio Madre M. Raffaella De Giovanna e preghiera

Se poi vorrai ancor meglio conoscere Madre Raffaella, il suo amore a Dio e al prossimo, la sua sollecitudine a soccorrere chi era nel bisogno, leggi in “Hanno detto di Lei” le testimonianze di coloro che la conobbero.